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Prezzi agricoli: assestati intorno a quelli del 2006

La costante rilevazione della quotazione settimanale dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agricoli effettuata dalla Camera di commercio si chiude nel 2009 con un trend sostanzialmente negativo rispetto agli anni precedenti anche se non manca qualche lieve segnale di ripresa per alcuni prodotti.
Nel dettaglio, per quanto concerne il comparto cerealicolo, nell’ultimo quadrimestre del 2009, periodo in cui tra l’altro vengono quotati i prezzi della nuova campagna di produzione, prosegue il trend negativo. Il frumento buono mercantile cala del 14% rispetto al 2008 mentre le varietà speciali di forza hanno un andamento ancora peggiore passando dai 207,61 Euro alla tonnellata del 2008 agli attuali 161,10 Euro. Il prezzo si assesta pertanto intorno a quello quotato nel 2006. Prezzi in calo anche per il granoturco e l’orzo (di circa il 7%) al pari di quanto accade alla valutazione della soia, tra le leguminose quotate.
Segnali migliori, invece, per i bovini da allevamento. I vitelli da latte nostrani, quotati in quest’ultimo quadrimestre in media 1,52 Euro al Kg, aumentano del 67% rispetto al 2008 riavvicinandosi così ai prezzi del 2006 dopo il costante calo degli ultimi anni. Stesso andamento anche per i vitelloni nostrani, che nel 2008 non avevano avuto la stessa caduta di prezzo, ragione per cui l’incremento è più contenuto (+20% circa).
Nel settore dei bovini da macello il trend è positivo (+21%) per i vitelli da latte comuni nostrani, quotati 2,46 Euro al Kg rispetto ai 2,03 del 2008. Si rileva viceversa una contrazione lieve per tutte le altre voci (scottone, buoi, ecc.), che diventa più sensibile (-32% rispetto al 2008) per le vacche di 1° qualità.
Continua il trend negativo anche per le quotazioni del comparto dei latticini (in particolare del Grana Padano), anche se si può segnalare un leggero incremento (+12%) del burro zangolato.
Infine, a parte un lieve incremento dei suini lattonzoli (fino a 15 Kg) quotati 3,14 Euro al Kg (erano 3,12 euro nel 2006 e nel 2008) , vi è un andamento sfavorevole per il resto del comparto suinicolo. La media dei prezzi quotati in quest’ultimo quadrimestre del 2009, infatti, è più vicina alle quotazioni del 2006 che a quelle dell’anno scorso.


Prezzi agricoli

In questo periodo i prezzi agricoli arrivano a calare in modo deflattivo anche a -5,2 alla produzione.

I prezzi dei prodotti agricoli alla produzione sono in piena deflazione con un calo del 5,2 per cento. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea a novembre, in occasione dei dati Istat sui prezzi alla produzione industriale. Le quotazione alla produzione sono calate – sottolinea la Coldiretti – dell11 per cento per i cereali, del 15 per cento per la frutta, del 16 per cento per il vino, dell’8 per cento per la carne suina e del 5 per cento per i lattiero caseari, ad ottobre rispetto all’ultimo anno. Una situazione che – conclude la Coldiretti – sta mettendo a rischio il futuro delle aziende agricole e con esso quello delle coltivazioni ed allevamenti Made in Italy con una riduzione stimata del Valore aggiunto agricolo pari al 5,2 per cento per una perdita complessiva di 1,5 miliardi nel 2009.