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«C’è bisogno di un collegamento fra chi legifera e il mondo reale», ha ribadito il presidente della Cia della provincia di Ravenna, Danilo Misirocchi nel corso dell’incontro con i candidati locali alle imminenti elezioni politiche

 

Affrontati molti temi importanti anche per il nostro territorio: Europa, ricerca e innovazione, aggregazione d’imprese, internazionalizzazione, ricambio generazionale, pressione fiscale, sicurezza sul lavoro, impatto ambientale.

Si è svolto nei giorni scorsi l’incontro della Cia della provincia di Ravenna con i candidati locali, del centro destra e del centro sinistra, alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

«L’obiettivo dell’incontro – ha precisato il presidente Danilo Misirocchi – non era solo quello di mettere in evidenza le priorità per il rilancio del settore agroalimentare, ma soprattutto di dare un messaggio perché è necessario ricostruire un rapporto fra cittadini, in questo caso imprese, e politica perché noi abbiamo bisogno che ci sia un collegamento fra chi legifera e il mondo reale».

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il ruolo dell’agricoltura a livello nazionale e locale per ciò che rappresenta come indotto, come territorio e come ambiente ed è stato ribadito che a questi va comunque aggiunto il valore economico, altrimenti il sistema non regge.

In particolare, l’agricoltura rappresenta una fetta importante della struttura economica e occupazionale nel territorio ravennate, tanto in termini economici tanto per l’indotto. In Italia la situazione è diversificata, ma alcuni problemi sono strutturali e sono presenti anche da noi. «Pensiamo alle aziende ortofrutticole in crisi da tempo – ha spiegato Misirocchi – Hanno investito molto in professionalità e in macchine e cercheranno di resistere, ma il giorno in cui comincerà il disinvestimento sarà generalizzato». Un altro aspetto da tenere presente è quello idrico. «L’acqua è un elemento davvero importante per tutto il territorio nazionale. In una provincia come la nostra – ha precisato Misirocchi – in cui l’acqua passa a carattere torrentizio, è necessario riuscire a raccoglierla in inverno e utilizzarla in estate per l’ordinario e per l’irrigazione perché l’acqua – già oggi – è una discriminante per produrre o non produrre».

Fra i diversi argomenti esposti, il presidente della Cia provinciale ha affrontato le tematiche relative all’Europa, alla ricerca e innovazione, all’aggregazione di imprese, all’internazionalizzazione, al ricambio generazionale, alla questione fiscale, alla sicurezza sul lavoro, impatto ambientale.

In sintesi questi i punti.

Europa. Essere adeguatamente rappresentati in Europa per la Cia è fondamentale perché è in Europa che si decidono, fra le altre, le politiche per la circolazione delle merci e del libero scambio e la nuova Pac.

Ricerca e innovazione. Ricerca e innovazione hanno un ruolo strategico, ancor di più in un tempo come quello che stiamo vivendo ma le risorse devono essere utilizzate al meglio e i diversi enti preposti devono comunicare e dialogare fra loro e l’Università per coniugare efficacia, efficienza e razionalizzazione delle spese.

Aggregazione delle imprese. In questo ambito una fetta importante di lavoro deve essere realizzata dalle organizzazione di rappresentanza dell’agroalimentare. «Mancano però – spiega Misirocchi – leggi di riferimento per quanto riguarda ad esempio l’interprofessione, per quanto riguarda cioè la nascita di organismi interprofessionali costruiti su vari settori per non subire lo strapotere della GDO, per mettere insieme la produzione, il commercio e l’agroindustria».

Internazionalizzazione. La Cia sottolinea che è necessario un sostegno all’export nelle misure di accompagnamento per quanto riguarda ad esempio le pratiche sleali, la logistica, la promozione. «Siamo indietro su queste tematiche – spiega Misirocchi – Le responsabilità certo sono del mondo agricolo ma molte responsabilità sono del sistema Paese che non si è impegnato abbastanza su questo fronte. E l’accompagnamento all’esportazione serve a tutti i settori, non sono all’agroalimentare».

Ricambio generazionale. Durante l’incontro l’attenzione è stata posta anche all’importanza di favorire il ricambio generazionale e sono state fatte una serie di proposte per evitare che l’agricoltura del futuro sia in mano a multinazionali o a imprese che nulla hanno a che fare con la tradizione agricola italiana, che rappresenta un valore culturale ed economico di tutta la nazione.

Pressione fiscale. La Cia ha ribadito che tassare i beni strumentali per la produzione come patrimonio comporta il fatto che l’impresa investe e si indebita e scatta un meccanismo per cui paga una tassazione molto più forte sull’investimento e non sul reddito. Sarebbe necessario rivedere quindi la pressione contributiva, fiscale e dei costi di produzione e procedere a una semplificazione burocratica.

Sicurezza sul lavoro. Il tema è estremamente delicato. La sicurezza sul lavoro va perseguita e tutelata, senza ombra di dubbio. La Cia mette in evidenza che per fare ciò servono delle norme applicabili e sostenibili, non complesse e costose. E soprattutto devono essere funzionali alla sicurezza stessa.

Impatto ambientale. In questi anni con le nuove tecniche colturali anche l’agroalimentare ha ridotto notevolmente l’impatto ambientale sul territorio. «Alcuni passi sono ancora da fare – ha affermato Misirocchi – ma il bilancio è comunque positivo. Dove c’è l’uomo-agricoltore si evitano tanti disastri, oltre al prezzo da pagare spesso in vite umane».

AGRINSIEME: BENE BERSANI SU UN MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CHE AFFRONTI I TEMI DELLA CRESCITA E DELL’ECONOMIA REALE

 

Bersani vede giusto quando pensa ad una cabina di regia della crescita e non solo al controllo dei conti, pur necessario. Bisogna dare risposte concrete alle imprese.

Le parole del segretario del Pd Pierluigi Bersani che oggi ha parlato della creazione di un Ministero dedicato allo Sviluppo che affronti i temi della crescita e dell’economia reale sono accolte con apprezzamento da Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare).

Un dicastero che abbia competenze specifiche e si occupi seriamente delle imprese e dei loro problemi coincide con la possibilità di concentrare le competenze relative ai mercati, per promuovere le misure che favoriscano gli investimenti e sostengano le politiche coerenti con una visione internazionale.

Così come per Agrinsieme è fondamentale ripensare al ruolo e ai compiti di un nuovo Dicastero preposto all’agroalimentare: la vera svolta di cui il settore nel suo complesso (agricoltura, industria di trasformazione e dei mezzi tecnici, cooperazione e distribuzione) ha urgente necessità.

Giornata mondiale dell’alimentazione

CONFAGRICOLTURA: L’AGRICOLTURA RAPPRESENTA LE FONDAMENTA SU CUI COSTRUIRE LA SPERANZA DI UN MONDO MIGLIORE”

“L’agricoltura rappresenta le fondamenta su cui poggia ogni speranza
di sfamare il mondo oggi e nel futuro. Non dimentichiamo che nel 2040
per soddisfare la richiesta di cibo sarà necessario il 70% di
produzione agricola in più, ma l’attuale riforma della Politica
agricola comune non ne tiene conto. Dobbiamo comprendere che produrre
non è un tabù, come ci vuol far credere Bruxelles”. Lo ribadisce il
presidente di Confagricoltura Mario Guidi in occasione della Giornata
Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno.

“Occorre costruire un quadro normativo favorevole alle imprese,
affinché ritorni l’entusiasmo per il lavoro in agricoltura – ha
proseguito Guidi -. Gli agricoltori hanno bisogno di certezze e di
stabilità per poter programmare le produzioni, investire e competere.
Quindi servono scelte precise a livello comunitario, ma anche
nazionale, per orientare di più i produttori al mercato, e per creare
un argine alla volatilità dei prezzi mondiali”.

“Aumentare la produzione e governare lo sviluppo con politiche mirate
alla stabilità ed all’equità dei mercati; dare know how ai Paesi
sottosviluppati; favorire i programmi di internazionalizzazione ma
impedire il land grabbing; assicurare cibi salubri e sicurezza
alimentare: sono questi – ha concluso il presidente di Confagricoltura
– gli obiettivi da raggiungere. Da ricordare oggi, da concretizzare
domani”.

Concluso l’incontro tra il CeRMAS e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani

L’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali informa che oggi, 17 dicembre, si è concluso l’incontro di Coordinamento tra il CERMAS (Centro di Referenza Nazionale per le Malattie degli Animali Selvatici) e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani, organizzato nella sede della Valle d’Aosta a Quart.

All’evento, svoltosi su tre giorni, hanno partecipato rappresentanti autorevoli, quali il rappresentante del Ministero della Salute, Marco Ianniello, la rappresentante dell’Organizzazione Mondiale Sanità Animale, Simona Forcella, la rappresentante dell’Università di Berna, Marie-Pierre Ryser, e Professore presso l’Università di Lione, Marc Artois. L’incontro si proponeva di presentare ai tecnici del mondo animale selvatico gli obiettivi e gli sviluppi futuri che il centro referente CeRMAS di Aosta ha raggiunto e vorrà raggiungere nel sistema di rete italiana.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, con sede ad Aosta, rappresenta il centro di referenza nazionale per le malattie degli animali selvatici ed è attualmente impegnato in attività di diagnostica, ricerca e divulgazione in materia di malattie della fauna selvatica nazionale.

I dati epidemiologici, derivanti dagli studi eseguiti fino ad oggi sugli animali selvatici in Valle d’Aosta hanno evidenziato l’assenza di TBC sulla fauna selvatica nazionale.