Category Archives: cereali

Aumento dei prezzi delle materie prime agricole

L’aumento dei prezzi delle materie prime agricole sul mercato globale preoccupa vivamente il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti ed al ministro Mario Catania, in vista della conference call del G20 dedicato all’emergenza mondiale per i raccolti della prossima settimana.

I “rimbalzi” dei prezzi di zucchero e cereali in particolare – ha documentato il presidente di Confagricoltura – hanno già determinato a luglio un aumento del 6% del “Food Price Index” della FAO rispetto al mese precedente e l’andamento climatico negativo in molte aree del globo sta pregiudicando ulteriormente i raccolti di alcune commodity strategiche facendo temere ulteriori rialzi. Sempre a luglio il rialzo del prezzo mondiale dei cereali è stato del 17% su base mensile.

Confagricoltura ha stimato che ogni aumento di un dollaro Usa delle quotazioni cerealicole determini un maggior costo di 235 milioni di euro in più sugli scambi mondiali annui, di cui 107 milioni per il solo frumento. Con il balzo in avanti delle quotazioni internazionali tra giugno e agosto (grosso modo 75 dollari Usa sulla piazza statunitense) gli scambi a livello mondiale di frumento aumenterebbero in valore di oltre 8 miliardi di euro su base annua.

“Si registra uno squilibrio delle quotazioni che ad avviso di Confagricoltura, come d’altronde ritengono anche i principali osservatori, non giova ai mercati e mette a rischio, con l’alta volatilità, la redditività delle imprese agricole – ha osservato Guidi -. Il tutto anche con possibili conseguenze a medio termine sul carovita e sulla fiducia dei consumatori, già provati dalle recenti tensioni inflazionistiche. Una situazione che potrebbe aggravarsi, visto che i rincari delle materie prime agricole si riflettono inesorabilmente sui prezzi finali dei beni alimentari acquistati dalle famiglie italiane. Si può stimare che ogni punto percentuale di aumento dei prezzi dei beni alimentari determini un maggior costo di oltre 2 miliardi di euro tra consumi domestici ed extradomestici”.

“Si tratta di una tematica estremamente delicata – ha proseguito il presidente nella lettera inviata al premier – tanto più perché tutti questi fenomeni intervengono in una difficile congiuntura, e con riflessi internazionali che vanno guidati da una governance globale sulla strada degli sforzi avviati in ambito G20 a partire dalle conclusioni del Vertice di Cannes dello scorso anno. La conferenze call della prossima settimana sotto la presidenza messicana del G20 è un appuntamento fondamentale che dimostra quanto si sia già fatto con le iniziative di ‘allerta rapido’, di monitoraggio dei mercati e di sorveglianza sulle condizioni del cambiamento climatico”.

Quel che resta ancora da fare è – ad avviso del presidente di Confagricoltura – un indirizzo politico condiviso ed applicato dai ‘grandi della Terra’ che consenta di superare le difficoltà dei mercati. “Si deve insistere in particolare per: migliorare la produzione e la produttività agricola; promuovere gli investimenti e l’innovazione in agricoltura; adottare strumenti di politica agricola che migliorino l’ambiente in cui operano le imprese e limitino i contraccolpi negativi delle instabilità di mercato ad esempio con misure di sostegno al reddito contro cicliche, con forme agevolate di assicurazione contro il calo dei redditi agricoli o con interventi che limitino le conseguenze negative a carico dei soggetti più deboli nelle filiere produttive”.

“Quelli indicati – ha proseguito Guidi – sono tutti percorsi sui quali l’Unione Europea si è già esercitata ma che devono ispirare decisamente di più le linee di intervento di Bruxelles ed anche quelle di una politica agricola nazionale che oggi è mancata su questi temi della necessaria incisività e delle giuste motivazioni. Quando non ha addirittura preferito per scelta una visione meno attenta alla capacità produttiva, all’auto-approvvigionamento agricolo nazionale, agli investimenti ed all’innovazione.
I fatti di questi giorni ci dicono che occorre altro per rilanciare il settore agricolo a livello globale e per vincere la sfida di garantire una quantità di cibo sufficiente e stabile, in termini di quantità ma anche di prezzi, per tutti”.

Guidi ha quindi ricordato al prof. Monti come la Fnsea (la rappresentanza delle imprese agricole francesi, in vista del prossimo appuntamento di fine mese) ha chiesto al presidente Hollande un “patto di stabilità” per i prezzi agricoli.

“Confagricoltura – ha detto il suo presidente – sente di condividere l’istanza degli agricoltori francesi e chiede al Governo ed alle istituzioni italiane tutte di sostenerla in ambito G20 perché il settore agricolo è parte essenziale dell’economia e perché le tensioni registrate ultimamente potrebbero essere fortemente destabilizzanti per l’economia del nostro Paese”.

“Vanno evitati ulteriori contraccolpi e fiammate speculative che aggraverebbero la già delicata situazione. Una serie di misure è possibile, a patto di condividere tutti gli obiettivi di un’agricoltura moderna ed efficiente – ha concluso il presidente di Confagricoltura – . E’ questo il nostro auspicio e confido che sia anche quello del nostro Esecutivo, a partire dalla discussione che partirà con la conference call della prossima settimana ed alla quale siamo certi l’Italia non mancherà di apportare il suo contributo”.

Progetto Saveurs d’Hauteur: coltivazione di cereali in Valle d’Aosta

Gli Assessori al territorio e ambiente Manuela Zublena e all’agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon hanno preso parte, lunedì 6 febbraio, a Morgex, all’evento conclusivo dedicato alla filiera corta dei cereali nell’ambito del Progetto Saveurs d’Hauteur. Nell’occasione, sono stati presentati i risultati delle esperienze pilota condotte nella Valdigne nelle attività legate alla coltivazione di cereali, quali segale e frumento, che hanno dato vita ad una rete di produttori locali interessati al rilancio della cerealicoltura valdostana. Diverse le destinazioni finali dei prodotti, dalla panificazione di pane nero tradizionale e di dolci locali alla produzione di farine per uso domestico o ancora di birre artigianali.

Il progetto Saveurs d’Hauteur, nell’ambito del PIT – PianoTransfrontaliero Integrato – dell’Espace Mont-Blanc, si è posto l’obiettivo della valorizzazione e commercializzazione di prodotti della filiera agroalimentare di montagna con finanziamenti nel programma comunitario Alcotra 2007-2013 coinvolgendo il partenariato valdostano, francese e svizzero. A livello regionale, i partner attivi sono stati il CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato Valle d’Aosta e i Comuni di Morgex e di Pré-Saint-Didier.

«Il lavoro svolto nell’ambito del PIT dal progetto Saveurs d’Hauteur – spiega l’Assessore Zublena – ha declinato nel concreto i principi dello sviluppo sostenibile, che non sono quindi concetti astratti, ma tracciano la via per un intervento combinato e coordinato tra attori locali, enti pubblici e associazioni di categoria. Lo sforzo e il ruolo dell’Assessorato al territorio e ambiente contribuiscono ad ideare progetti che, grazie al sostegno dei Fondi europei, coinvolgono gli abitanti e il territorio dell’Espace Mont-Blanc, per promuovere uno sviluppo sempre più maturo e consapevole e in grado di coniugare la qualità ambientale con l’aumento della qualità della vita per chi lavora e vive in montagna».

«C’è piena condivisione – aggiunge l’Assessore Isabellon – sulla linea della concretezza dei progetti cofinanziati dalla UE per mettere in atto un gioco di squadra tra Regione, Comuni e realtà locali, capace di offrire risposte valide e un futuro all’agricoltura di montagna, integrata con gli altri settori economici quali il comparto turistico e dell’ospitalità. Nell’ambito di questo progetto si sono potute misurare esperienze diverse tra loro, ma tutte animate dall’esigenza di garantire interventi mirati e concreti, nei quali gli attori locali giocano un ruolo primario, perché senza il loro coinvolgimento sarebbe impossibile arrivare al successo delle attività e degli obiettivi di progetti come Saveurs d’Hauteur. La difficoltà di gestione del territorio montano, l’esigenza di un suo presidio costante, la necessità di lavorazioni moderne e meccanizzate richiedono capacità di sperimentazione e di innovazione, unica via per dare una risposta anche economica alle attività zootecniche e agricole in montagna».

«Saveurs d’Hauteur è il primo dei progetti PIT a concludersi – osserva ancora l’Assessore Zublena – ed è anche il primo banco di prova per verificare la possibilità di proseguire le azioni e gli eventi già realizzati, come ad esempio il Marché Agricole di Morgex o l’evento enogastronomico Les Goûts du Mont-Blanc di Pré-Saint-Didier. Il valore aggiunto generato dal progetto, la creazione di una rete tra i partner, il recupero di antiche pratiche agricole, la valorizzazione di prodotti che altrimenti rischiano l’estinzione, le ricadute economiche per gli operatori locali, sono caratteristiche che aprono prospettive future e nuovi scenari di collaborazione tra enti pubblici territoriali, imprenditori ed attori locali».