Monthly Archives: January 2011

Olio e olive di Puglia

L’olio della Puglia è un olio extra vergine di origine pugliese, lavorato in Puglia unicamente mediante processi di spremitura meccanici di olive coltivate in Puglia, appartenenti a cultivar tipiche quali Bosana, Frantoio, Leccino, Moraiolo, Pendolino, Casaliva, Rosciola, Taggiasca,
Coratina, Dolce, Agogia , tipiche cultivar da olio.

Secondo quanto riportato nelle Sacre Scritture, l’ulivo era già presente agli albori dell’umanità, infatti nel Vecchio Testamento l’ulivo è spesso menzionato. La zona di origine dell’olivo sembra essere in Asia Minore, e poi, attraverso popoli quali Fenici, Cartaginesi, Greci, e Romani si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo.
Secondo l’ipotesi di alcuni studiosi furono proprio i Romani ad introdurre l’ulivo in Puglia.
Conoscere la natura, l’olio e gli olivi, per farsi emozionare dalla loro bellezza è il primo passo per meglio rispettarli e tutelarli. L’agricoltura biologica dell’olio è un moderno metodo di produzione agricola che ha come principali obiettivi la produzione di olii sani e di elevata qualità, la salvaguardia dell’ambiente e l’aumento della fertilità dei terreni. Anche la potatura è una pratica indispensabile di cui un buon olivicoltore non può fare a meno soprattutto quella di formazione con la quale si conforma la chioma su una figura geometrica.

Una passeggiata lungo le strade bianche del territorio delle Murge in Puglia, tra le masserie storiche di Puglia, fino ai boschi di macchia della scarpata murgiana, permetterà di ammirare gli olivi
monumentali e le coltivazioni per le produzioni di olio che si estendono a vista d’occhio; lo stesso accade in provincia di Lecce, nel Salento, ove negli ultimi anni ha iniziato a maturare una tendenza al recupero delle bellezze naturali e secolari e produttive che caratterizzano questa zona: gli olivi.

L’olio di oliva è il condimento da preferire in assoluto sia crudo, che per cucinare.
Numerose sono in Puglia le sagre gastronomiche dedicate ogni estate alle olive, come la famosissima Sagra delle Olive a Sannicandro di Bari (BA) in ottobre. Si ricordano infatti le rinomatissime e numerose cultivar Ascolana Tenera, Oliva di Cerignola, Sant’Agostino,
esclusivamente da mensa; esistono anche cultivar a duplice attitudine (da mensa e da olio) quali:
Carolea, Itrana, Tonda Iblea.Durante la festa le olive e l’olio possono essere degustati e acquistati nei vari stand; a completare l’evento non mancano mai mercatini dei prodotti tipici locali.
Laddove l’enogastronomia si alterna ai riflessi argentati degli olivi, si ergono muretti a secco, pajare e trulli, nel silenzio della campagna pugliese disseminata solo dagli olivi secolari .

Diossina: via libera ad etichettatura prossima settimana

L’approvazione definitiva prevista per il 18 gennaio del disegno di legge in materia di etichettatura alimentare, in sede legislativa alla Commissione Agricoltura della Camera, è una risposta concreta del nostro Paese ad una emergenza che sta raggiungendo dimensioni inquietanti. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che questa nuova emergenza cozza clamorosamente con la inerzia comunitaria, riaffermata ancora pochi giorni fa dove, nonostante il parere favorevole del Parlamento Europeo espressione dei cittadini, il Consiglio Europeo dei Ministri della salute (con la sola eccezione dell’Italia e pochi altri paesi) ha espresso contrarietà all’etichetta obbligatoria europea con l’ origine degli alimenti. Secondo l’Ue, ci verrebbe da pensare, che con una chiara etichettatura lederemmo gli interessi commerciali di quei “delinquenti” che fabbricano alimenti zootecnici con “olio bruciato di motori”, ovvero di quel mercato di carne, latte e uova che avvelena le nostre tavole e uccide le nostre imprese oneste. Ma evidentemente – sottolinea Marini – questi aspetti poco contano per la Ue delle lobby e degli interessi, quelle lobby e quegli interessi che conosciamo bene in quanto anche in Italia hanno cercato di bloccare la nostra legge sull’etichettatura. Oggi più che mai la nostra legge nazionale – continua Marini – rappresenta un punto a favore della civiltà e della democrazia, ma anche un chiaro monito alla Ue: quando forze sociali, consumatori e cittadini fanno squadra è possibile sconfiggere le lobby e far vincere la gente, quando è in gioco la salute e la sicurezza di ciò che mangiamo si deve agire subito. Ecco perché dobbiamo approvare la nostra legge italiana e dobbiamo applicarla subito anche a costo, se necessario, di aprire un contenzioso con l’Ue perché – afferma Marini – dobbiamo confermare ancora una volta che quando si parla di trasparenza, sicurezza e qualità dei cibi italiani ovvero della filiera agricola italiana noi siamo un passo avanti a tutti. L’Italia è – conclude la Coldiretti – un forte importatore dalla Germania che è il principale fornitore di latte e derivati dell’Italia con quasi 41 milioni di quintali all’anno in equivalente latte (latte, latticini e formaggi), ma che esporta nella penisola anche grandi quantità di maiale (220 milioni di chili di carne e 3,7 milioni di chili di maiali vivi da macellare in Italia nei primi nove mesi del 2010) e marginalmente di uova (2,7 milioni di chili di uova, (in guscio, fresche, conservate o cotte nello stesso periodo).