Monthly Archives: February 2012

Deroga Nitrati in agricoltura

La Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali della Lombardia interviene sull’applicazione della deroga alla direttiva Nitrati in Lombardia. Buizza (presidente): “Le aziende dovranno avvalersi di esperti qualificati in campo agronomico”.

FODAF, la Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali della Lombardia, interviene di nuovo sulla questione Nitrati, commentando la prossima fase applicativa della deroga concessa dall’Unione Europea, che prevede l’innalzamento del limite di azoto da 170 a 250 chili per ettaro all’anno per quanto riguarda lo spandimento dei liquami zootecnici nelle zone vulnerabili ai nitrati (Zvn).

“Il provvedimento della Commissione Europea di deroga alla direttiva n. 91/676 – commenta Giorgio Buizza, presidente di FODAF – va nella direzione di modificare il giudizio generale sulla portata delle fonti inquinanti, per anni sbrigativamente attribuita in forma pressoché esclusiva agli allevamenti. Tuttavia, per autorizzare l’innalzamento del limite di azoto, Bruxelles ha imposto alle imprese l’adozione di un sistema di tracciabilità dei trasporti rigoroso e di una serie di vincoli ulteriori, necessari a garantire la massima tutela delle acque”.


Secondo i dati della Regione Lombardia, 1033 aziende agricole lombarde hanno presentato domanda di deroga entro il 15 febbraio, scadenza imposta dall’Unione Europea. Prima della deroga, le aziende lombarde considerate non conformi per quantità di azoto nei reflui erano calcolate in oltre 4.400 su un totale di circa 10.000 interessate dall’applicazione della direttiva comunitaria.

“I dati a disposizione – continua Buizza – dimostrano che, almeno in Lombardia, resta ancora qualche migliaio di casi critici. L’opportunità offerta dal provvedimento di deroga è sicuramente un aspetto positivo, ma non rappresenta certo un’opzione di facile applicazione, né tantomeno la definitiva soluzione del problema. Non bisogna ora perdere di vista la necessità di procedere a interventi di carattere più strutturale, fissando ad esempio i parametri per l’utilizzazione agronomica del cosiddetto digestato proveniente dagli impianti di biogas”.

Per FODAF occorrerà pensare anche a progetti globali di razionalizzazione nello spandimento dei reflui, programmi da concepire in un’ottica comprensoriale e non su base aziendale. “In ogni caso – conclude Buizza – viste le inevitabili complicazioni che il cammino ora intrapreso porta con sé, il suggerimento è quello di avvalersi sempre di professionisti qualificati in campo agronomico e in materia di gestione aziendale, capaci di individuare le migliori soluzioni sia tecniche sia amministrative”. Un settore questo in forte espansione che ha permesso di creare lavoro nuovo negli ultimi anni.

Le aziende avranno tempo fino a giugno per presentare il piano di fertilizzazione richiesto dalla deroga e realizzare gli interventi tecnici necessari per adeguarsi ai nuovi criteri.

Progetto Saveurs d’Hauteur: coltivazione di cereali in Valle d’Aosta

Gli Assessori al territorio e ambiente Manuela Zublena e all’agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon hanno preso parte, lunedì 6 febbraio, a Morgex, all’evento conclusivo dedicato alla filiera corta dei cereali nell’ambito del Progetto Saveurs d’Hauteur. Nell’occasione, sono stati presentati i risultati delle esperienze pilota condotte nella Valdigne nelle attività legate alla coltivazione di cereali, quali segale e frumento, che hanno dato vita ad una rete di produttori locali interessati al rilancio della cerealicoltura valdostana. Diverse le destinazioni finali dei prodotti, dalla panificazione di pane nero tradizionale e di dolci locali alla produzione di farine per uso domestico o ancora di birre artigianali.

Il progetto Saveurs d’Hauteur, nell’ambito del PIT – PianoTransfrontaliero Integrato – dell’Espace Mont-Blanc, si è posto l’obiettivo della valorizzazione e commercializzazione di prodotti della filiera agroalimentare di montagna con finanziamenti nel programma comunitario Alcotra 2007-2013 coinvolgendo il partenariato valdostano, francese e svizzero. A livello regionale, i partner attivi sono stati il CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato Valle d’Aosta e i Comuni di Morgex e di Pré-Saint-Didier.

«Il lavoro svolto nell’ambito del PIT dal progetto Saveurs d’Hauteur – spiega l’Assessore Zublena – ha declinato nel concreto i principi dello sviluppo sostenibile, che non sono quindi concetti astratti, ma tracciano la via per un intervento combinato e coordinato tra attori locali, enti pubblici e associazioni di categoria. Lo sforzo e il ruolo dell’Assessorato al territorio e ambiente contribuiscono ad ideare progetti che, grazie al sostegno dei Fondi europei, coinvolgono gli abitanti e il territorio dell’Espace Mont-Blanc, per promuovere uno sviluppo sempre più maturo e consapevole e in grado di coniugare la qualità ambientale con l’aumento della qualità della vita per chi lavora e vive in montagna».

«C’è piena condivisione – aggiunge l’Assessore Isabellon – sulla linea della concretezza dei progetti cofinanziati dalla UE per mettere in atto un gioco di squadra tra Regione, Comuni e realtà locali, capace di offrire risposte valide e un futuro all’agricoltura di montagna, integrata con gli altri settori economici quali il comparto turistico e dell’ospitalità. Nell’ambito di questo progetto si sono potute misurare esperienze diverse tra loro, ma tutte animate dall’esigenza di garantire interventi mirati e concreti, nei quali gli attori locali giocano un ruolo primario, perché senza il loro coinvolgimento sarebbe impossibile arrivare al successo delle attività e degli obiettivi di progetti come Saveurs d’Hauteur. La difficoltà di gestione del territorio montano, l’esigenza di un suo presidio costante, la necessità di lavorazioni moderne e meccanizzate richiedono capacità di sperimentazione e di innovazione, unica via per dare una risposta anche economica alle attività zootecniche e agricole in montagna».

«Saveurs d’Hauteur è il primo dei progetti PIT a concludersi – osserva ancora l’Assessore Zublena – ed è anche il primo banco di prova per verificare la possibilità di proseguire le azioni e gli eventi già realizzati, come ad esempio il Marché Agricole di Morgex o l’evento enogastronomico Les Goûts du Mont-Blanc di Pré-Saint-Didier. Il valore aggiunto generato dal progetto, la creazione di una rete tra i partner, il recupero di antiche pratiche agricole, la valorizzazione di prodotti che altrimenti rischiano l’estinzione, le ricadute economiche per gli operatori locali, sono caratteristiche che aprono prospettive future e nuovi scenari di collaborazione tra enti pubblici territoriali, imprenditori ed attori locali».