Monthly Archives: February 2013

Il fenomeno del gioco online è il segno della crescente crisi

 

Il settore dell’agricoltura, si sa, è da anni in una crisi nera, come tutto il settore produttivo italiano. La cronaca fra l’altro riporta i fatti di molti imprenditori e agricoltori in crisi di liquidità che puntano molto al settore dei sistemi roulette per portare a casa nuovi guadagni e nuovi clienti. Sono moltissime le riviste del settore che offrono dei trucchi di sistemi per vincere ma in realtà desideriamo ricordarvi che non esistono metodi sicuri al 100%.

Sicuramente esistono dei sistemi di roulette che aumentano le possibilità di vincita del giocatore, ma l’unico sistema veramente vincente alla roulette, come ad ogni giorno d’azzardo è il controllo del bankroll, ovvero la cifra che avete deciso di mettere in gioco.

Tutti i giocatori che hanno la capacità di prestare attenzione al capitale messo in gioco, hanno una marcia in più rispetto a chi presta poca attenzione a quanto investe. Dallo staff di Casino 2K arrivano delle strategie che portano a vincere ricchi premi.

Viene consigliato di giocare su più casinò in contemporanea, prefiggendosi un tetto di vincita massimo ed un tetto di spesa massimo, giunti al quale fermarsi è davvero consigliabile. Esistono anche alcuni accorgimenti importanti riguardo alla scelta della roulette online.

Un sistema per roulette che aiuta il giocatore, ma che non gli chiede di fare nessun calcolo, è lascelta del tavolo. Infatti giocare ad un tavolo europeo è più conveniente per il giocatore rispetto ad un tavolo americano. Per rendervi la cosa più chiara, nel tavolo americano il banco ha un margine di vantaggio rispetto al giocatori di oltre il 5%, mentre invece nel tavolo europeo il margine è del 2.6%.

 

Nella maggior parte dei casi online, esistono dei sistemi di roulette strettamente legato all’accredito dei soldi tramite carte di credito. Questo strumento di pagamento diventato internazionale da tempo, permette alla maggior parte dei giocatori del web di vivere grandi emozioni sui sistemi di roulette e sulle piattaforme di gioco online.

Che ne pensate della possibilità di vivere al meglio ogni giornata, grazie a questi sistemi di vincita? Un altro piccolo consiglio è quello di giocare a un tavolo dove sono presenti le opzioni En Prison sulle puntate esterne. Ricordatevi che uesta opzione di gioco il margine di vantaggio delle casa si abbassa al 1.35% sulle puntate esterne.

Un’altra opzione, anche se purtroppo poco diffusa ai tavoli da gioco, è la “Resa”, che vi permette in caso di uscita dello 0 o del doppio 0, di perdere solo metà ella scommessa fatta sulle puntate esterne.

 

Ricordiamo che il vantaggio principale di chi gioca online alla roulette è quello di avere la possibilità di conoscere vari sistemi di roulette, giocando in maniera completamente gratuita senza spendere nemmeno un centesimo. Ovviamente non vincerete niente ma avrete anche la possibilità di testare vari sistemi per la roulette per capire qual’e la migliore.

Solo in questo modo potrete ottenere delle vincite davvero caratteristiche che non deluderanno i vostri obiettivi di gioco, che ne pensate? Non è arrivato il momento di dire basta alle riviste che promettono soldi gratuiti quando in realtà non ce ne sono?

 

I sistemi di roulette esistono ma ora è arrivato il momento di utilizzare un solo obiettivo: vincere senza sosta ma con prudenza.

«C’è bisogno di un collegamento fra chi legifera e il mondo reale», ha ribadito il presidente della Cia della provincia di Ravenna, Danilo Misirocchi nel corso dell’incontro con i candidati locali alle imminenti elezioni politiche

 

Affrontati molti temi importanti anche per il nostro territorio: Europa, ricerca e innovazione, aggregazione d’imprese, internazionalizzazione, ricambio generazionale, pressione fiscale, sicurezza sul lavoro, impatto ambientale.

Si è svolto nei giorni scorsi l’incontro della Cia della provincia di Ravenna con i candidati locali, del centro destra e del centro sinistra, alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

«L’obiettivo dell’incontro – ha precisato il presidente Danilo Misirocchi – non era solo quello di mettere in evidenza le priorità per il rilancio del settore agroalimentare, ma soprattutto di dare un messaggio perché è necessario ricostruire un rapporto fra cittadini, in questo caso imprese, e politica perché noi abbiamo bisogno che ci sia un collegamento fra chi legifera e il mondo reale».

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il ruolo dell’agricoltura a livello nazionale e locale per ciò che rappresenta come indotto, come territorio e come ambiente ed è stato ribadito che a questi va comunque aggiunto il valore economico, altrimenti il sistema non regge.

In particolare, l’agricoltura rappresenta una fetta importante della struttura economica e occupazionale nel territorio ravennate, tanto in termini economici tanto per l’indotto. In Italia la situazione è diversificata, ma alcuni problemi sono strutturali e sono presenti anche da noi. «Pensiamo alle aziende ortofrutticole in crisi da tempo – ha spiegato Misirocchi – Hanno investito molto in professionalità e in macchine e cercheranno di resistere, ma il giorno in cui comincerà il disinvestimento sarà generalizzato». Un altro aspetto da tenere presente è quello idrico. «L’acqua è un elemento davvero importante per tutto il territorio nazionale. In una provincia come la nostra – ha precisato Misirocchi – in cui l’acqua passa a carattere torrentizio, è necessario riuscire a raccoglierla in inverno e utilizzarla in estate per l’ordinario e per l’irrigazione perché l’acqua – già oggi – è una discriminante per produrre o non produrre».

Fra i diversi argomenti esposti, il presidente della Cia provinciale ha affrontato le tematiche relative all’Europa, alla ricerca e innovazione, all’aggregazione di imprese, all’internazionalizzazione, al ricambio generazionale, alla questione fiscale, alla sicurezza sul lavoro, impatto ambientale.

In sintesi questi i punti.

Europa. Essere adeguatamente rappresentati in Europa per la Cia è fondamentale perché è in Europa che si decidono, fra le altre, le politiche per la circolazione delle merci e del libero scambio e la nuova Pac.

Ricerca e innovazione. Ricerca e innovazione hanno un ruolo strategico, ancor di più in un tempo come quello che stiamo vivendo ma le risorse devono essere utilizzate al meglio e i diversi enti preposti devono comunicare e dialogare fra loro e l’Università per coniugare efficacia, efficienza e razionalizzazione delle spese.

Aggregazione delle imprese. In questo ambito una fetta importante di lavoro deve essere realizzata dalle organizzazione di rappresentanza dell’agroalimentare. «Mancano però – spiega Misirocchi – leggi di riferimento per quanto riguarda ad esempio l’interprofessione, per quanto riguarda cioè la nascita di organismi interprofessionali costruiti su vari settori per non subire lo strapotere della GDO, per mettere insieme la produzione, il commercio e l’agroindustria».

Internazionalizzazione. La Cia sottolinea che è necessario un sostegno all’export nelle misure di accompagnamento per quanto riguarda ad esempio le pratiche sleali, la logistica, la promozione. «Siamo indietro su queste tematiche – spiega Misirocchi – Le responsabilità certo sono del mondo agricolo ma molte responsabilità sono del sistema Paese che non si è impegnato abbastanza su questo fronte. E l’accompagnamento all’esportazione serve a tutti i settori, non sono all’agroalimentare».

Ricambio generazionale. Durante l’incontro l’attenzione è stata posta anche all’importanza di favorire il ricambio generazionale e sono state fatte una serie di proposte per evitare che l’agricoltura del futuro sia in mano a multinazionali o a imprese che nulla hanno a che fare con la tradizione agricola italiana, che rappresenta un valore culturale ed economico di tutta la nazione.

Pressione fiscale. La Cia ha ribadito che tassare i beni strumentali per la produzione come patrimonio comporta il fatto che l’impresa investe e si indebita e scatta un meccanismo per cui paga una tassazione molto più forte sull’investimento e non sul reddito. Sarebbe necessario rivedere quindi la pressione contributiva, fiscale e dei costi di produzione e procedere a una semplificazione burocratica.

Sicurezza sul lavoro. Il tema è estremamente delicato. La sicurezza sul lavoro va perseguita e tutelata, senza ombra di dubbio. La Cia mette in evidenza che per fare ciò servono delle norme applicabili e sostenibili, non complesse e costose. E soprattutto devono essere funzionali alla sicurezza stessa.

Impatto ambientale. In questi anni con le nuove tecniche colturali anche l’agroalimentare ha ridotto notevolmente l’impatto ambientale sul territorio. «Alcuni passi sono ancora da fare – ha affermato Misirocchi – ma il bilancio è comunque positivo. Dove c’è l’uomo-agricoltore si evitano tanti disastri, oltre al prezzo da pagare spesso in vite umane».

AGRINSIEME: BENE BERSANI SU UN MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CHE AFFRONTI I TEMI DELLA CRESCITA E DELL’ECONOMIA REALE

 

Bersani vede giusto quando pensa ad una cabina di regia della crescita e non solo al controllo dei conti, pur necessario. Bisogna dare risposte concrete alle imprese.

Le parole del segretario del Pd Pierluigi Bersani che oggi ha parlato della creazione di un Ministero dedicato allo Sviluppo che affronti i temi della crescita e dell’economia reale sono accolte con apprezzamento da Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare).

Un dicastero che abbia competenze specifiche e si occupi seriamente delle imprese e dei loro problemi coincide con la possibilità di concentrare le competenze relative ai mercati, per promuovere le misure che favoriscano gli investimenti e sostengano le politiche coerenti con una visione internazionale.

Così come per Agrinsieme è fondamentale ripensare al ruolo e ai compiti di un nuovo Dicastero preposto all’agroalimentare: la vera svolta di cui il settore nel suo complesso (agricoltura, industria di trasformazione e dei mezzi tecnici, cooperazione e distribuzione) ha urgente necessità.

La risposta alla crisi si chiama geotermia

 

Quello del florovivaismo, con i suoi 3 miliardi di fatturato, costituisce il 6% dell’intero comparto della produzione agricola. Un settore che ha visto una rapida crescita negli ultimi anni e che ancora gode di una buona salute sebbene la crisi generalizzata e l’aumento dei costi del carburante abbia determinato una leggera flessione negli ultimi mesi.
Una situazione che se da un lato ricalca quella più generale dell’economia mondiale può essere comunque affrontata ricercando alternative e soluzioni a basso impatto economico. Uno degli aspetti più interessanti in questi termini è stato affrontato in occasione di un evento organizzato presso Asproflor in Piemonte. Geotermia, biomasse, riscaldamento controllato dei vivai sarebbero le innovazioni tecnologiche in grado di dare nuovo smalto all’intero comparto grazie alla riduzione dei costi di gestione delle serre.
Una rivoluzione, già intrapresa in Toscana, dove in occasione di un’assemblea organizzata da Coldiretti Pistoia a Pescia, è stato illustrato a oltre 120 aziende le modalità di riscaldamento delle serre attraverso l’utilizzo della geotermia a bassa entalpia.
Sistema sperimentato, testato e verificato a Radiconsoli dove la cooperativa, Parvus Flos, che gestisce 20mila metri quadri di serre già da tempo utilizza il calore e il vapore endogeno proveniente da un pozzo per il riscaldamento durante l’inverno e il raffreddamento durante il periodo estivo.
La proposta della Coldiretti che si spera possa trovare riscontro nell’azione politica del governo potrebbe in questo modo attraverso l’adozione a livello capillare di questa forma di riscaldamento/raffreddamento dei locali aiutare un comparto che al momento è costituito da da oltre 16.700 fiorai, 7.000 vivai, e quasi 10.000 punti vendita all’interno dei centri commerciali.
Numero destinato ovviamente a crescere e che continua a riscuotere grande interesse soprattutto in virtù dell’utilizzo sempre più diffuso di piante medicinali e officinali testimoniato anche dall’istituzione di corsi di formazione ufficiali come quelli dell’associazione FIPPO o iniziative editoriali per l’introduzione e l’avviamento imprenditoriale alla coltivazione e vendita di erbe officinali CreaImpresa.