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Confagricoltura: investire nell’innovazione le risorse che il G8 intende destinare all’agricoltura

 

Confagricoltura: investire nell’innovazione le risorse che il G8 intende destinare all ‘agricoltura

“Puntare su infrastrutture, logistica, tecnologia e ricerca, migliorando il sostegno allo sviluppo dell’agricoltura, che negli ultimi anni ha invece subito una contrazione nelle disponibilità delle risorse”. Così il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, suggerisce di indirizzare i 12 miliardi di dollari che i Paesi leader del G8 intendono destinare nei prossimi tre anni al settore primario, spostando le risorse dall’ aiuto alimentare agli investimenti a lungo termine, per contrastare la povertà e la fame nel mondo. “Anche il recente G8 agricolo voluto dal ministro Zaia ha richiamato a maggiori sforzi verso l’evoluzione degli obiettivi di produzione – ha aggiunto Vecchioni – e questa strada, che oggi può aiutare la sopravvivenza di milioni di persone è anche quella per garantire loro il diritto alla salubrità ed alla qualità del cibo”.


G8: MARINI (COLDIRETTI), HA VINTO IL MODELLO AGRICOLO ITALIANO

Ha vinto il modello agricolo italiano per una agricoltura forte e sicura che sappia rispondere ai bisogni dei consumatori di ogni parte del mondo. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare l’accordo raggiunto al vertice G8 agricolo.

Siamo soddisfatti del fatto che sono state accolte le proposte del G8 Farmers Meeting organizzato dalla Coldiretti sulla necessità di combattere le speculazioni finanziarie e le distorsioni dei prezzi dal campo alla tavola migliorando l’efficienza della filiera agroalimentare, a difesa – sottolinea Marini – dei redditi delle imprese e del potere di acquisto dei cittadini nei paesi ricchi ed in quelli poveri.

Centralità dell’agricoltura nelle agende internazionali, investimenti pubblici e privati per sostenere il settore, una migliore gestione degli stock delle materie prime, regole certe nel commercio internazionale, produzione sostenibile di energia rinnovabile e meccanismi adeguati per la gestione dei rischi e delle crisi di mercato sono gli impegni contenuti nel documento che – continua Marini – abbiamo sostenuto con convinzione.

E’ molto importante infine – conclude Marini – l’impegno per combattere il dramma della fame che colpisce un miliardo di persone e per favorire la crescita delle agricolture dei paesi meno sviluppati anche attraverso la lotta al nuovo colonialismo che si manifesta attraverso l’acquisto o il leasing dei terreni agricoli. Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Arabia Saudita e Cina per garantirsi l’approvvigionamento alimentare di fronte alla crisi mondiale hanno acquistato nel 2008 terreni in paesi poveri per una estensione pari a 7,6 milioni di ettari, piu’ della metà della superficie agricola coltivata in Italia.