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La Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali esprime apprezzamento per i progetti LEADER lombardi

In seguito alla recente assegnazione di nuovi fondi – circa 800.000 euro – ai Gruppi di Azione Locale (GAL) della Lombardia, la Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali fa il punto sui risultati dell’iniziativa comunitaria Leader nella regione.
“I fondi stanziati nei giorni scorsi – ricorda il presidente della Federazione, Giorgio Buizza – sono finalizzati a sostenere le attività turistiche e alcune riqualificazioni del patrimonio architettonico nelle aree rurali dei GAL interessati. Più in generale, i programmi in corso mirano a rivitalizzare con una serie di iniziative ad ampio raggio l’economia e il tessuto sociale di aree perlopiù svantaggiate”.
Nondimeno, per la Federazione, affinché questi progetti producano effetti duraturi nei diversi contesti locali, è indispensabile che ogni iniziativa sia accompagnata da un adeguato supporto professionale. “Riteniamo fondamentale – spiega Buizza – che si valorizzi adeguatamente il ruolo dei professionisti del settore rurale e forestale sia nella fase pianificatoria, sia in quella di traduzione operativa dei progetti sul territorio”.

Batterio killer in Germania: in difficoltà l’export di ortofrutta italiana

Confagricoltura teme le ripercussioni dovute al batterio E.Coli riscontrato in Germania di cui non si è certi che la fonte di infezione siano i cetrioli. “Giugno – osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli – è il mese di piena campagna di raccolta e per la nostra frutta ed i nostri ortaggi si profila un disastro; i produttori, nonostante il nostro Paese sia completamente estraneo alla vicenda, rischiano di pagare un conto salato”.
Confagricoltura auspica che l’indagine delle autorità sanitarie tedesche sia veloce e faccia piena chiarezza sulla causa della diffusione di E.Coli. “In Germania, ma anche in altri Paesi europei, dopo le notizie della diffusione dell’infezione, la psicosi è stata immediata – mette in evidenza Confagricoltura – con il conseguente crollo della domanda complessiva di ortaggi e di insalate destinate al consumo fresco. L’eventuale battuta d’arresto dell’export in Europa, in mesi clou come giugno e luglio, di prodotti ad alta deperibilità come frutta e ortaggi, potrebbe causare alle aziende ortofrutticole italiane un danno enorme. La nostra quota di esportazione in questi mesi assomma a circa 600 milioni di euro, e quindi anche una minima percentuale determinerebbe effetti altrettanto importanti”.
I mercati italiani ed europei hanno già risentito del clima di preoccupazione che si è instaurato: prezzi e ordini sono in calo con percentuali a due cifre. Dice Confagricoltura: “Attendiamo provvedimenti efficaci ed indennizzi anche dalla Commissione europea”.
Infine l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda ai consumatori che frutta e verdura italiana, da tempo, sono sottoposte a scrupolosi controlli in ogni passaggio della catena alimentare. “Comunque è sempre valida la solita buona regola: attenersi alle norme dell’igiene e della pulizia nella preparazione dei cibi”.

Libero scambio: a giorni il parere del Parlamento Europeo sull accordo Ue-Marocco

La prossima settimana la Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento Europeo dovrebbe esprimere il parere sull’accordo di libero scambio tra l’Ue ed il Marocco. Lo ricorda Confagricoltura che fa presente come la Commissione per l’Agricoltura di Strasburgo già si sia espressa negativamente, invitando a rifiutare l’approvazione dell’intesa raggiunta.

Le conclusioni del negoziato bilaterale preoccupano notevolmente l’Organizzazione agricola poiché prevedono un aumento delle concessioni nel comparto dell’ ortofrutta, settore nel quale i prodotti marocchini costituiscono l’80% delle importazioni nell’Unione europea.

“Il Marocco – osserva Confagricoltura – è un Paese amico che ha fatto molti progressi di avvicinamento all’Europa negli ultimi anni ed è legittimo, pertanto, che ricerchi miglioramenti ed aperture nel commercio internazionale. Questo però non giustifica concessioni squilibrate; qualsiasi apertura delle frontiere deve essere basata su regole condivise, che tutelino gli interessi del sistema agricolo e tendere al raggiungimento di risultati bilanciati”.

Ad avviso dell’Organizzazione agricola la via degli accordi bilaterali può essere intrapresa, se non vi sono alternative, e l’apertura delle frontiere può anche essere una opportunità in più per le imprese europee. Ma alla base ci deve essere l’obiettivo di favorire l’export europeo e italiano, rimuovendo gli ostacoli tariffari e non tariffari a carico delle merci e introducendo un principio di reciprocità delle condizioni produttive.

Tra l’altro, l’intesa non affronta la questione della tutela delle indicazioni geografiche (IG), rinviandola a negoziati futuri.

Confagricoltura ha quindi chiesto che l’Unione europea, prima di decidere qualsiasi ulteriore concessione al Marocco, preveda un preventivo studio di impatto sulle conseguenze, introducendo misure compensative a vantaggio degli agricoltori dell’area comunitaria che ne subiscono le conseguenze.

L’INFLUENZA A NON SCORAGGIA I CONSUMI DI CARNE SUINA IN EUROPA

CONFAGRICOLTURA: L’INFLUENZA A NON SCORAGGIA I CONSUMI DI CARNE SUINA IN EUROPA. QUOTAZIONI ITALIANE IN CALO.

I consumatori europei hanno compreso appieno che l’influenza A non ha nulla a che fare con le produzioni zootecniche. E Confagricoltura sottolinea come la vendita di prodotti della macelleria suina registri nel resto dell’Europa segnali decisamente positivi sull’andamento delle quotazioni e dei consumi.

In Italia, invece – sottolinea Confagricoltura – si registrano tentennamenti mercantili che deprimono le quotazioni alla produzione e rendono ancora più difficile la situazione del comparto suinicolo, che da tempo vive una pesante crisi economica e non riesce a veder riconosciuto neanche il costo di produzione.

Confagricoltura si augura che la carne di suino e i prodotti della salumeria italiani, che tutti ci invidiano, siano sempre più presenti sulle tavole di tutto il mondo e che la crisi sia superata con l’impegno di tutti. Gli allevamenti, i macelli e le trasformazioni nazionali vanno salvaguardati.