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Come scegliere un buon vino online senza spendere una fortuna

La scelta di un buon vino tiene conto di diversi fattori: dalla storia del vino al rapporto qualità-prezzo, senza dimenticare gli abbinamenti gastronomici.

La possibilità di acquistare una buona bottiglia di vino online ha i suoi vantaggi, al contrario di ciò che comunemente si pensa.

Spesso si è diffidenti verso l’acquisto di vini online direttamente dai marketplace e siti web aziendali; in realtà, le bottiglie di vini esteri e vini regionali presenti nelle enoteche online sono un ottimo affare. Oltre alla qualità garantita delle etichette selezionate, l’enoteca virtuale offre un prezzo competitivo che invita a scegliere senza spendere una fortuna.

 

Basata sulla passione del venditore, proprietario dell’e-commerce, l’enoteca online rappresenta una garanzia per l’acquirente.

La continua ricerca in un settore in piena crescita ed evoluzione, coniugata all’esigenza di risparmio, spinge le enoteche online a proporre una selezione varia, a portata di click e pensata per tutti.

Il cliente, seguito in ogni passaggio e fase dell’acquisto, può scegliere le opzioni più consone alle sue esigenze di gusto, senza rinunciare alla convenienza e alla qualità.

Per scegliere in modo mirato e conveniente un buon vino online, realizzato secondo i metodi tradizionali, e nel rispetto del Disciplinare di Produzione, è fondamentale che il cliente si lasci guidare dalle schede descrittive, comprendenti l’analisi approfondita delle proprietà organolettiche dei vini, non esitando ad approfittare delle promozioni in corso inerenti la tipologia, la quantità e la spedizione.

Il cliente, sempre più attento ai dettagli, saprà riconoscere e apprezzare le promozioni imperdibili: sceglierà e acquisterà sapendo di aggiudicarsi vini eccellenti a prezzi imbattibili.

In tutto questo poi il web ci viene in aiuto con il sistema delle recensioni, perciò chi non ha una grande esperienza in fatto di vini, non ha da preoccuparsi perchè basterà leggere i pareri e le opinioni di chi ha già ha acquistato quel determinato prodotto per stare tranquilli di acquistare un buon vino.

Il Boom del vino italiano

Il 2013 è un anno di grandi soddisfazioni per il vino italiano come confermato da Coldiretti. Nei campi è già iniziata la vendemmia in un anno che si prospetta uno dei migliori per la produzione di uva, che grazie al clima giusto è aumentata del 5% con effetti positivi anche sulle proprietà dell’uva. Nel frattempo i produttori stanno già brindando ai risultati dello scorso anno, che pur non essendo stata una annata eccezionale ha visto un incremento della esportazione italiana di vino del 10%. Lo spumante addirittura preso singolarmente mostra un aumento della domanda mondiale del 19%, ma si difendono bene anche vini come il Chianti DOCG, Barolo, Brunello, Prosecco e Pinot Grigio sono tra le grandi star del vino italiano.

Questa crescita si deve soprattutto all’aumento della domanda da parte della Cina (+5%), dell’Asia (+3%) in generale e di altri Paesi Emergenti che hanno solleticato la domanda mondiale seppur il mercato interno del consumo di vino dei principali Paesi produttori sia in calo come in Italia o Spagna o cresca poco come in Francia. Sicuramente la crisi ha fatto si che molti abbiano rinunciato spesso ad una buona bottiglia di vino in Italia, ma per fortuna il nostro vino è buono e molti sono i grandi nomi che fanno di una bottiglia non solo un piccolo grande piacere ma anche uno status symbol che in molti Paesi rappresenta buon gusto, eleganza e saper vivere: in poche parole Made in Italy che diventa sinonimo di stile di vita per le classi alte ed i nuovi ricchi in tutto il mondo.

Le esportazioni valgono più della metà del fatturato italiano nelle vendite del vino ed ovunque la domanda cresce. In Francia, primo produttore mondiale di vino a cui siamo secondi, nel 2012 ha acquistato il 13% di vini italiani, il Regno Unito l’8%, la Russia il 32% in più e l’Australia, che ultimamente ha investito tanto nella produzione di vino, ha comprato il 30% di nettare italiano pur essendo il principale esportatore mondiale non europeo ed il quarto a livello mondiale.

Insomma il magro raccolto del 2012, pur con tutti i suoi limiti ha prodotto vini eccellenti che hanno conquistato il cuore ed il palato di tutto il mondo. Il 2013, in cui si attendono raccolti super in tutte le regioni, con un incremento della quantità tra il 5 ed il 15% (meno in Friuli Venezia Giulia, li purtroppo la vendemmia sarà più magra dell’anno passato) e anche, visto il clima propizio, un tripudio di polifenoli naturali nell’uva che permetteranno ai vini prodotti in seguito di essere ancora più buoni.

Un anno il 2013 di abbondanza e qualità, dopo i successi commerciali degli ultimi anni per il vino italiano si prospetta come un anno cruciale per l’export e per il made in in Italy, per ora sono i vini Toscani a fare da padrone, essendo insieme al Barolo piemontese, tra i più richiesti ed amati dal pubblico mondiale ma quante altre Regioni e vitigni autoctoni sono pronti per arrivare nei bicchieri di tutto il mondo?

 

Vendita vino sfuso

 

Vendita vino sfuso : l’acquisto in azienda batte i farmer’s market

LO RIVELA UN’INDAGINE ISPO PER CONFAGRICOLTURA

La crisi internazionale sta cambiando il panorama nel mondo del vino, un fatto di origine economica, ma anche psicologica. In tempi di ristrettezze si abbandonano i sofismi e si sta sul concreto. A dimostrarlo ci sono i riscontri degli operatori del settore, che testimoniano come il “sentiment” dei consumatori sia sempre meno prossimo all’ iperbole nelle definizioni e nelle degustazioni del vino. E se nel lessico del consumatore il verbo “degustare” lascia, idealmente, il posto al più famigliare “assaggiare” è un segnale non da poco per il mercato. Un segnale colto (e forse indirizzato) in prima battuta, come quasi sempre accade, dal pragmatismo dei grandi gruppi australiani e sudafricani, imitati a ruota, in Sudamerica, da cileni e argentini.

Infatti se l’Italia si è confermata nel 2009 il secondo esportatore di vino sfuso alle spalle della Spagna sono proprio i produttori del nuovo mondo del vino quelli che avanzano sui mercati Usa e britannico (ma anche il nostro Paese non è immune da questo sbarco in forze, visto che nel 2009 rispetto al 2000 le importazioni dall’Australia sono salite del 23% e quelle dal Cile quasi del 24%). Un aspetto strategico su cui le aziende italiane dovrebbero riflettere, per affrontare il grande risiko del vino con adeguati investimenti su strutture e personale nei Paesi al centro del nostro export.

Passando allo scenario domestico si potrebbe dire che, nel vino, i consumatori hanno promosso il binomio qualità-semplicità, questo anche nel modo di comprarlo, tant’è vero che una ricerca di Nomisma rivela che l’acquisto diretto in azienda è il canale preferito da più di un terzo (37%) degli italiani e che circa la metà (49%) delle persone che si occupano della spesa famigliare sono solite comprare il vino direttamente in cantina e non solo dalla grande distribuzione (che resta comunque il principale riferimento per gli acquisti).

Indicazioni perfettamente in linea con i risultati dell’indagine sui consumi alimentari degli italiani commissionata da Confagricoltura all’Ispo in occasione del Forum “Futuro Fertile”, svoltosi dal 25 al 27 marzo a Taormina. Dai dati elaborati dagli analisti guidati dal professor Renato Mannheimer la percentuale dei consumatori che acquistano direttamente in azienda (10%), si sta affermando sempre più battendo nettamente quella dell’acquisto nei Farmers’ market (2%), che rappresentano una nicchia più comunicata che utilizzata. E In futuro i consumatori si rivolgeranno sempre più direttamente alle aziende agricole, come dimostrano le percentuali in merito agli interessi dei consumatori nei confronti dei nuovi canali di acquisto, dati tra cui è preponderante il 64% relativo agli acquisti diretti dal produttore.

Il rapporto dei consumatori con le aziende produttrici rappresenta infatti un aspetto centrale dell’indagine elaborata da Ispo. Tra gli intervistati quelli più interessati ad effettuare i propri acquisti direttamente nelle aziende agricole sono per il 70% quelli che vanno a far la spesa con amici e conoscenti, sono soprattutto maschi (68%) e giovani (il 72% dai 25 ai 4 anni e il 67% dai 35 ai 44). Emerge inoltre che la disponibilità a comprare direttamente in azienda è alta (tra il 61% e il 66%) tra tutti gli utilizzatori di altri canali.

Una tendenza, quella dell’acquisto in azienda, trasversale alle varie fasce sociali che trova le sue ragioni nella possibilità di risparmiare pur comprando prodotti di qualità (38%), che rappresenta un fatto determinante soprattutto per laureati, abitanti del Nord-ovest e di città metropolitane. Altro elemento incentivante, soprattutto per gli uomini, è l’opportunità di unire l’esigenza di fare acquisti con una piacevole gita fuori città (15%), fattore rilevante per anziani, pensionati e per chi risiede nell’ Italia Centrale e in Comuni medio-piccoli.

Il rapporto fiduciario instaurato tra consumatori e aziende agricole è molto forte, tanto da superare di un punto percentuale quello instaurato con i supermercati (il 13% degli intervistati contro il 12% dichiara di fidarsi moltissimo, rispettivamente delle aziende agricole e dei supermercati). Il dato è confermato dal grado di soddisfazione degli habitué dei diversi punti vendita: la vendita diretta sorpassa il supermercato. Tra i clienti abituali dei diversi canali di acquisto i più soddisfatti sono proprio i consumatori che vanno direttamente dal produttore (87%), seguiti dai clienti dei supermercati (86%).

Denuncia delle uve in via telematica, giornata formativa

Una giornata interamente dedicata alle aziende vitivinicole del settore ed alle Associazioni di categoria per illustrare nel dettaglio le modalità di trasmissione della denuncia delle uve in via telematica. La Camera di Commercio di Campobasso organizza mercoledì 24 giugno a partire dalle ore 10, 30, presso la Sala Convegni dell’Ente, un momento di formazione relativa alle procedure di trasmissione telematica della denuncia delle uve. Il corso, completamente gratuito, è finalizzato ad informare le Aziende e le Cantine sulle modalità di trasmissione della denuncia annuale delle uve in via telematica, modalità di trasmissione che per il momento è facoltativa ma che, a breve, potrebbe diventare obbligatoria. Si ricorda che la denuncia delle uve va compilata dal conduttore, iscritto all’albo o elenco, per l’intera produzione di vino D.O.C. e IGT dell’azienda. Ad occuparsi della ricezione delle denunce di iscrizione e di modifica all’Albo suddetto è l’Ente camerale che cura anche la segreteria della Commissione di degustazione dei V.Q.P.R.D. (vini di qualità prodotti in regioni determinate) e della denunce delle uve annualmente presentata dagli operatori del settore. Nel corso della giornata di formazione, inoltre, sarà rilasciata gratuitamente a tutti gli iscritti all’Albo presenti all’incontro la Business Key (una chiavetta portatile dotata del software per la firma digitale dei documenti e per la lettura dei certificati digitali) che consente di inviare all’Albo Vigneti della provincia istanze, denunce e comunicazioni da parte delle aziende obbligate.