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Agricoltura: il solare può rappresentare una risorsa per contrastare la crisi

In questo periodo di grande crisi economica il comparto agricolo italiano si trova ad essere ad un bivio: accettare la crisi e lentamente scivolare verso la chiusura o innovare e cercare nuove strade. Le due strade che ci sembrano percorribili per affiancare il comparto agricolo sono essenzialmente due: quello delle energie rinnovabili e quello del turismo.

La soluzione delle energie rinnovabili ovvero come produrre energia e risollevare l’economia della propria azienda.

Quello delle energie rinnovabili è sicuramente quella più innovativa e interessante. Si tratta in pratica di installare sul proprio terreno dei pannelli fotovoltaici che possano produrre energia elettrica da utilizzare per la propria azienda e da rivendere ai gestori. E’ certamente un investimento non da poco ma in questi anni questa soluzione è stata molto utilizzata dalle azienda agricole grazie soprattutto agli sgravi fiscali che il settore ha goduto. Certamente bisogna stare attenti alle normative, soprattutto quelle paesaggistiche. Una ottima soluzione trovata da alcune aziende è stata quella di mettere i pannelli solari installati sopra delle serre. In questo modo l’energia prodotto serviva anche per tenere una temperatura costante nella serra. Chiaramente se si riescono a concatenare tanti piccoli business si riescono a far quadrare conti finanziari e progetti. L’energia elettrica prodotto potrebbe servire anche a far funzionare delle strutture turistiche che magari l’azienda agricola potrebbe impiantare come business aggiuntivo (ne parliamo sotto).

La produzione di energia elettrica derivante da pannelli fotovoltaici potrebbe essere solo una delle idee: non dimenticate la possibilità di installare delle micro centrali idroelettriche se avete un corso d’acqua perenne che scorre nella vostra proprietà. In particolare i corsi d’acqua che hanno una buona pendenza. Un altro sistema per produrre energia elettrica può essere un impianto eolico. Anche per questo sistema il problema maggiore è quello paesaggistico. Però se avete un’altura e una buona posizione ventosa potreste optare per un microimpianto. Crediamo che i micro impianti di produzione di energia elettrica saranno quelli del futuro. Creazione di energia sul luogo, senza dispersione di “trasporto”, che è sempre tanta, e piccoli impatti ambientali.

Agriturismo e turismo eno-gastronomico: tira ancora o è crisi?

Il discorso turismo, per le imprese agricole, non è più automaticamente vincente. Una volta bastava dire agriturismo per veder attivato un bel flusso monetario vrso la propria nuova struttura. Oggi purtroppo non è più così. La crisi economica ha contratto notevolmente i consumi delle famiglie e molte aziende agrituristiche hanno visto i propri fatturati dimezzarsi, se non peggio. Quindi il consiglio che possiamo dare in questi casi è quello, per il momento, di non esporsi troppo finanziariamente e magari provare ad attivare idee di business molto mirate e profittevoli. Potrebbe essere una piccola attività di produzione di marmellate o di miele. Insomma comunque niente di particolarmente costoso.

Insomma tirando le somme la produzione di energia elettrica, se continueranno gli incentivi nel settore potrebbe essere ancora la cosa migliore da provare per le aziende agricole in questo momento di grossa crisi economica.

Fonti rinnovabili: per Confagricoltura va incentivato il fotovoltaico

Lo hanno detto chiaramente i vertici di Confagricoltura al Ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan, proprio pochi giorni prima del cambio di governo: le fonti rinnovabili sono un’opportunità per il comparto agricolo da sostenere fortemente e possono rappresentare una fonte di reddito importante per le aziende agricole in forte difficoltà. Bisognerà ora vedere come si muoverà il nuovo Governo Monti in materia di Fonti rinnovabili.

Confagricoltura in particolar modo ha messo l’accento sul fatto che gli incentivi, oltre che sulla produzione di biocarburanti o sulla filiera del biomentano, si devono focalizzare sul fotovoltaico. Da qui l’attenzione verso le disposizioni che verranno prese sulle nuove norme sul fotovoltaico, settore dove si sono accentrati gli interessi del settore agricolo.

Ci vogliono norme certe sugli incentivi in modo da indurre chi opera nel settore agricolo a fare importanti e sostanziosi investimenti a lungo termine su un progetto fotovoltaico. Questo settore è molto interessanti e può portare alla realizzazione di impianti molto profittevoli, una manna per le aziende agricole italiane da anni in forte crisi. Bisogna muoversi però con investimenti importanti e soprattutto con, a fianco, importanti partner specializzati che possono non solo offrire impianti fotovoltaici efficienti ma dare tutti i servizi di manutenzione e di supporto necessari. Ci sono delle aziende nel settore fotovoltaico che operano a livello internazionale e che possono offrire tutto ciò. Una di queste è la Portoghese Martifer Solar, un’azienda che sempre più si sta imponendo a livello internazionale come partner efficace e completo per sviluppare dei progetti nell’ambito delle energie rinnovabili. Come dicevamo prima, oggi è quantomai indispensabile  avere a fianco delle aziende che ti sappiano fornire non solo degli impianti efficienti “chiavi in mano” ma ti accompagnino con servizi di consulenza nel settore finanziamenti e soprattutto ti garantiscano puntuali servizi di assistenza. Un settore, quello di solare, che negli anni a venire avrà  uno sviluppo veramente esplosivo.

Boom del fotovoltaico: sempre più amato dagli italiani

L’aumento dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle case degli italiani fa capire che questi ultimi amano sempre di più questo tipo di energia e ciò spiega il costante aumento della domanda. Tuttavia, c’è poco da illudersi perché tutto ciò non significa che gli italiani si sono riscoperti un popolo fortemente ecologista, ma vogliono semplicemente usufruire di una bolletta nettamente più leggera, cosa, tuttavia, non di poco conto. Quanto detto è emerso da un’indagine del mercato italiano condotta dalla statunutense Sun Power, azienda leader nella produzione di pannelli fotovoltaici. L’Italia è il primo mercato dell’azienda in questione con il 40% del fatturato mondiale, grazie anche agli incentivi statali. Tuttavia, fa sapere la Sun Power che i migliori clienti sono i tedeschi e che “la Germania rimane il più grande mercato per l’energia solare, con, approssimativamente, 20.000 Mw installati. Se si pensa che un reattore nucleare ha una capacità di, approssimativamente, 1000 Mw si può capire facilmente l’enormità di questo dato. L’Italia, dal canto suo, risponde con potenza fotovoltaica installata di 5000 Mw”. In ogni caso in Italia si sono creati due canali di successo che hanno fatto crescere l’utilizzo dell’energia fotovoltaica: “i pannelli da montare sui tetti e quelli montati al suolo. Entrambi i settori stavano dando buonissimi segnali di crescita, sebbene ora il Quarto Conto Energia, ha individuato, come unico settore di cui supportare lo sviluppo, quello dei pannelli fotovoltaici montati sui tetti”. Parlando di cifre l’Istat fa notare che solo sugli edifici comunali la potenza media, arrivata nel 2010 a 1,1 kw ogni 1.000 abitanti, ha fatto registrare  un aumento del 114,9% sul 2009.

Produzione di energie rinnovabili: l’agricoltura lancia un piano di investimenti

L’agricoltura lancia un piano di investimenti per la produzione di energie rinnovabili

L’ultimo rapporto dell’ENEA, elaborato sui dati 2008, sottolinea: “Le energie rinnovabili rappresentano un’importante opportunità industriale oltre che una fonte di energia alternativa. L’investimento nel settore è molto cresciuto negli ultimi anni, fino a raggiungere nel mondo i 160 miliardi di dollari e dare occupazione a quasi 4 milioni di addetti”. In questo quadro generale cresce la richiesta di strategie energetiche sostenibili e il consenso è molto alto per chi investe nell’ energia verde.

Sull’argomento è intervenuto oggi il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso della tavola rotonda “Per non restare al verde”, organizzata nell’ambito della manifestazione “Cortina In ConTra Estate 2009”, il prestigioso “think-tank” ideato dal giornalista Enrico Cisnetto.

“Seguendo il green new deal lanciato da Obama – ha detto Vecchioni – anche il settore agricolo vuole contribuire sempre più a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e diversificare le fonti energetiche”.

Un importante passo operativo su vasta scala in Italia è stato fatto Confagricoltura, creando la prima rete che produce biomasse di origine agricola, con 120 imprese, 600 milioni di investimento e 170 megawatt di potenza installata. Tutto ciò che è legato alle energie rinnovabili noi lo vediamo come una integrazione di reddito e una riduzione dei costi per le nostre imprese. Ma non riteniamo questo percorso né risolutivo, né esaustivo in termini di impatto sul clima. La nostra, in proposito, è una visione laica ed economica, non ideologica”.


“Il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – darà nuovo impulso allo sviluppo in questo settore. Un sistema di incentivi chiaro e stabile negli anni, infatti, consentirà alle imprese di pianificare gli investimenti nel lungo periodo. Tenendo presente che, superato il passaggio iniziale, più le tecnologie avanzano, più il ricorso agli incentivi può essere ridimensionato. La comunità agricola diventerà quindi un alleato ancor più prezioso all’interno di un disegno che consente una riformulazione economica del rapporto col territorio. Purtroppo – ha sottolineato Vecchioni – 600 milioni di euro dei fondi rotativi, ossia i finanziamenti di credito agevolati per le imprese che vogliono promuovere sistemi di cogenerazione ad alta efficienza, giacciono fermi, mentre le imprese di Confagricoltura sono pronte ad entrare in questa partita”.

Poi Vecchioni ha avvertito: “In tutto ciò va definitivamente modificato l’approccio ideologico che considera l’agricoltura non compatibile con la produzione di energia, a discapito di quella alimentare. Le moderne tecnologie, invece, consentono la coesistenza di entrambe le attività, senza contare che 350.000 ettari di terreno pubblico inutilizzati stanno per essere restituiti alla comunità agricola. Inoltre, a proposito della lotta alle emissioni di CO2 va ricordato che la maggior parte dei boschi italiani è privata”.

Un altro intervento di rilievo nel contesto dell’agroenergia è quello operato da Finbieticola, di cui Federico Vecchioni è presidente, con l’obiettivo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero attraverso lo sviluppo di attività imprenditoriali agricole innovative. “Con un investimento di circa 280 milioni di euro nei prossimi tre anni – ha spiegato Vecchioni – il progetto “Terrae” punta a mobilitare partner industriali e finanziari con una leva complessiva di un miliardo e mezzo di euro. Per lo sviluppo delle iniziative nel 2009 sono disponibili 41,3 milioni di euro, cifra che sale a circa 115 milioni di euro per ciascuno dei due anni successivi pari a un volume complessivo di 279,6 milioni di euro nel triennio. La quota maggiore è appunto riservata all’agroenergia, che assorbe il 79% degli investimenti”. Il 16% è rivolto allo sviluppo dell’area agroalimentare e il 5% ai servizi.

“Il progetto – ha proseguito il presidente – si svilupperà attraverso tre società operative a cui faranno capo 21 divisioni. Nove di queste opereranno nella produzione di energia elettrica e biocarburanti. Una particolare attenzione viene dedicata al settore delle fonti rinnovabili, visto che l’agricoltura italiana ha notevoli margini di sviluppo e può fare molto per contribuire ad abbattere le emissioni di CO2. La costruzione di un futuro sostenibile non può prescindere dalla promozione di azioni che siano in grado di conciliare le esigenze della crescita economica ed occupazionale con le ragioni dell’ambiente, creando così quel sistema di reciproche opportunità tale da orientare le politiche di gestione verso una comune visione di sviluppo”.

Questo è anche il motivo per cui Finbieticola SpA, ha firmato il Patto per l’Ambiente con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’Ambiente il 7 luglio 2009 congiuntamente ad altre 10 imprese impegnate nei settori dell’energia, all’industria, dei trasporti e dell’agricoltura quali Autostrade per l’Italia SpA, Edipower SpA, Edison SpA, ENAC SpA, Enel SpA, Eni SpA, Ferrovie dello Stato SpA, Italcementi SpA, Sorgenia SpA, Terna SpA. L’accordo tra le 11 imprese, vuole contribuire, con 12 miliardi di investimento, alla diversificazione delle fonti energetiche e consentire una riduzione delle emissioni di CO2 nel periodo 2009-2013, di circa 2.5 milioni di tonnellate/anno.

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