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Il Boom del vino italiano

Il 2013 è un anno di grandi soddisfazioni per il vino italiano come confermato da Coldiretti. Nei campi è già iniziata la vendemmia in un anno che si prospetta uno dei migliori per la produzione di uva, che grazie al clima giusto è aumentata del 5% con effetti positivi anche sulle proprietà dell’uva. Nel frattempo i produttori stanno già brindando ai risultati dello scorso anno, che pur non essendo stata una annata eccezionale ha visto un incremento della esportazione italiana di vino del 10%. Lo spumante addirittura preso singolarmente mostra un aumento della domanda mondiale del 19%, ma si difendono bene anche vini come il Chianti DOCG, Barolo, Brunello, Prosecco e Pinot Grigio sono tra le grandi star del vino italiano.

Questa crescita si deve soprattutto all’aumento della domanda da parte della Cina (+5%), dell’Asia (+3%) in generale e di altri Paesi Emergenti che hanno solleticato la domanda mondiale seppur il mercato interno del consumo di vino dei principali Paesi produttori sia in calo come in Italia o Spagna o cresca poco come in Francia. Sicuramente la crisi ha fatto si che molti abbiano rinunciato spesso ad una buona bottiglia di vino in Italia, ma per fortuna il nostro vino è buono e molti sono i grandi nomi che fanno di una bottiglia non solo un piccolo grande piacere ma anche uno status symbol che in molti Paesi rappresenta buon gusto, eleganza e saper vivere: in poche parole Made in Italy che diventa sinonimo di stile di vita per le classi alte ed i nuovi ricchi in tutto il mondo.

Le esportazioni valgono più della metà del fatturato italiano nelle vendite del vino ed ovunque la domanda cresce. In Francia, primo produttore mondiale di vino a cui siamo secondi, nel 2012 ha acquistato il 13% di vini italiani, il Regno Unito l’8%, la Russia il 32% in più e l’Australia, che ultimamente ha investito tanto nella produzione di vino, ha comprato il 30% di nettare italiano pur essendo il principale esportatore mondiale non europeo ed il quarto a livello mondiale.

Insomma il magro raccolto del 2012, pur con tutti i suoi limiti ha prodotto vini eccellenti che hanno conquistato il cuore ed il palato di tutto il mondo. Il 2013, in cui si attendono raccolti super in tutte le regioni, con un incremento della quantità tra il 5 ed il 15% (meno in Friuli Venezia Giulia, li purtroppo la vendemmia sarà più magra dell’anno passato) e anche, visto il clima propizio, un tripudio di polifenoli naturali nell’uva che permetteranno ai vini prodotti in seguito di essere ancora più buoni.

Un anno il 2013 di abbondanza e qualità, dopo i successi commerciali degli ultimi anni per il vino italiano si prospetta come un anno cruciale per l’export e per il made in in Italy, per ora sono i vini Toscani a fare da padrone, essendo insieme al Barolo piemontese, tra i più richiesti ed amati dal pubblico mondiale ma quante altre Regioni e vitigni autoctoni sono pronti per arrivare nei bicchieri di tutto il mondo?