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Viaggio nel mondo dell’orzo

L’ orzo può essere usato per alimentare il bestiame, oppure per fare il Metano o ancora per farci il caffè. Ma la cosa che più sorprende è che l’orzo è un alimento “medicamento”. L’uomo dell’orzo, il Prof. Antonio Michele Stanca continua a guidarci in questo sorprendente viaggio nel mondo dell’orzo.

Davvero non so come raccontarvelo, è misterioso ciò che accade alcune volte, è assolutamente inspiegabile come facciano persone, che hanno vissuto e operato per lunghi anni in luoghi lontani, persone con cui non ho mai avuto la possibilità di incontrarmi, dicevo non capisco come possano queste persone, in un incontro casuale prima, e in una Giornata di Studio poi, solo facendomi ascoltare la loro narrazione del mondo, per un tempo nemmeno tanto lungo, meno di un ora, una manciata di minuti, insomma non so farmi una ragione di come riescano a divenire significativi per la mia professione e, per la mia vita, un paradigma e un modello da imitare. Ecco cos’è stato per me l’incontro con l’uomo dell’orzo, quel Prof. Antonio Michele Stanca, che ha regalato emozioni a tutti i partecipanti alla giornata di studio di Maglie del 29 maggio ultimo scorso.
Il Prof. Antonio Michele Stanca ha studiato l’orzo così come l’ha studiato quello scienziato giapponese che ha individuato il gene che ha trasformato le spighe di orzo a più file in spighe a due file e quindi l’orzo si è trasformato da polistico in distico. L’orzo dell’uomo che ne ha fatto un simbolo, l’orzo del nostro amico Prof. Stanca che ci rivela può essere coltivato in tutte le stagioni: infatti esistono varietà di orzo primaverili e invernali. Il nostro Cicerone ci porta di stanza in stanza, da un “in primo luogo”, ad un “in secondo luogo” e così via, ecco perché il nostro Cicerone ci porta in un altro luogo dove ci sono varietà di orzo vestite e varietà di orzo nudo, queste ultime senza i rivestimenti glumeali le altre invece sono quelle che hanno la famosa “cafaddrha” parola che si utilizza nel nostro Salento leccese per indicare quel rivestimento a base di lignina silicizzata.
L’uomo dell’orzo continua a narrare, parla dell’orzo come si parla di un amico; e si sa, che di un amico si vedono solo i pregi, e si sa anche, che il vero amico, trascura di vedere i difetti, che peraltro in un amico sono anch’essi pregi. Il Prof. Stanca ci racconta che il suo amico orzo puoi seminarlo e magari quando è cresciuto ci fai andare il gregge o le mucche per il pascolo; lui è generoso, dopo aver dato di che vivere al bestiame ecco che ricaccia. Il suo amico, il compagno di tanti anni di studi, è l’orzo che da l’energia, come stanno cercando di fare i cento agricoltori di Ramantola, in provincia di Manfredonia, interessati ad unirsi al “Progetto Biogas” perché dalla digestione dell’orzo deriva il Metano che è notorio: dà sempre “una mano”. Si impenna, sembra quasi spiccare il volo il nostro amico Prof. Stanca quando ci racconta che dall’orzo noi italiani siano stati così bravi fa farci il caffè e siamo unici nel mondo a tostarlo in forno a temperature sui 170-180 °C dopo di che lo maciniamo finissimamente, fino ad ottenere una polvere simile alla farina. Tutti noi abbiamo usato il caffè di orzo per preparare velocemente delle bevande aggiungendo acqua o latte.
Non si ferma, non può smettere, perché l’orzo è pieno di sorprese c il nostro Magister ci parla avvertendoci che non forma glutine. Per questo, se facciamo il pane dalla farina di orzo, questo si spezza. La farina d’orzo è scarsamente panificabile, se però viene miscelata al 50% con farina di frumento, dà origine ad un pane di buona qualità e dal gusto gradevole.
L’orzo è un alimento funzionale. Come dici? Vuoi sapere che significa “funzionale”? E va bene, te lo dico: è FUNZIONALE un alimento vegetale di particolare importanza per il contenuto di componenti con attività protettiva e salutistica. Insomma invece di usare medicine si utilizzano alimenti funzionali. E ci sorprende ancora il nostro caro Prof. Stanca spiegandoci il motivo che ha spinto le donne e gli uomini della Terra ad utilizzare questi alimenti funzionali. Dall’altra parte della terra, sull’altra faccia, in Giappone, per l’aumento delle spese sanitarie, gli scienziati hanno trovato un’alternativa più economica ai farmaci che è appunto l’utilizzazione degli alimenti funzionali. Ecco che il Prof. Stanca ci rivela l’inaspettato, un ulteriore caratteristica della pianta che ha accompagnato la sua vita. L’orzo è una pianta che “guarisce” è un “medicamento”grazie al contenuto in beta glucani, ovvero quei composti contenuti nelle gomme delle camere d’aria di bicicletta a cui non è possibile assegnare una singola struttura. I beta glucani dell’orzo sono compresi in una famiglia di polisaccaridi eterogenei per dimensioni, solubilità e struttura molecolare.
Quando i beta glucani fermentano creano un certo numero di enzimi che sono delle sostanze spazzino e che bloccano i radicali liberi, i beta glucani fermentando sprigionano enzimi che aiutano a ritrovare energia e forza per affrontare meglio la propria vita.
Un crescente numero di scoperte indica che i beta glucani possono influire sul miglioramento della salute. I beta glucani sono stati studiati per i loro effetti ipocolesterolemici, tra cui la riduzione dell’assorbimento intestinale di colesterolo e acidi biliari attraverso il legame con i glucani; la sostituzione nel fegato della sintesi di colesterolo con la produzione di acido biliare; la fermentazione tramite batteri intestinali che li trasformano in acidi grassi a catena corta, i quali sono assorbiti e inibiscono la sintesi epatica di colesterolo. Diversi studi hanno inoltre dimostrato che i beta glucani dell’avena attenuano la risposta glicemica e all’insulina. Inoltre, i beta-1,3-glucani migliorano la difesa del sistema immunitario dell’organismo contro gli agenti patogeni esterni, amplificando la capacità di macrofagi, neutrofili e cellule natural killer di rispondere e di combattere un ampio spettro di attacchi, quali quelli di batteri, virus, funghi e parassiti. Infine, esiste un rinnovato interesse nella potenziale utilità dei beta glucani come farmaco radioprotettivo per la chemioterapia, la radioterapia e le emergenze nucleari, poiché i glucani possono essere nel trattamento e anche nella prevenzione.
Tutto ciò che ho riportato viene fuori da prove in vivo infatti il Prof. Antonio Michele Stanca ha detto chiaramente che c’è necessità di fare delle prove in vivo per dimostrare che l’alimento è funzionale e tutti i lavori scritti sugli alimenti funzionali che sono privi delle prove in vivo non vengono più pubblicati.
Ed eccoci alla fine della seconda tappa del viaggio, alla scoperta del pianeta, guidati da un uomo che ha dedicato alla scienza tutta la sua vita. Il 12 dicembre 2009 a Soleto  ho conosciuto un uomo che combatte da sempre la fame nel mondo, da quando si è laureato a Bari in Scienze Agrarie, la stessa facoltà che ho frequentato e dove mi sono laureato.
Quel 12 dicembre era seduto tranquillo, l’aria rilassata a godersi le relazioni. Ho sentito la professoressa Valeria Terzi, una donna semplice e graziosa, che ha raccontato di un metodo, il METODO STANCA, che ha cambiato la vita delle persone che hanno lavorato con lui, un uomo di Soleto, la città del Sole, che vince un concorso e arriva a Fiorenzuola e cambia le cose, le rende umane, piene di significato perché le ha riempite di tanto affetto http://www.cerealicoltura.it/sezioni/FIORENZUOLA.htm
Invidio molto chi ha lavorato con questo MAGISTER e, ancora una volta, mi rendo conto che un Dottore Agronomo del Salento leccese, del profondo Sud, della penisola che si protende nel grande lago salato quasi a tendere le braccia ai rivali (le persone dell’altra riva) del Mediterraneo, con la pazienza, la tenacia, ma soprattutto, con tanta umanità, ha un posto nel cuore di chi ha lavorato con lui.

Antonio Bruno dottore
*Dottore Agronomo