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CONVEGNO SULL’AGRICOLTURA SOCIALE IN VALLE D’AOSTA

L’Assessorato agricoltura e risorse naturali e l’Ufficio della Consigliera di parità regionale organizzano, giovedì 16 aprile, dalle 9.30 alle 16.30, nel Salone Grand Place di Pollein, il convegno L’ agricoltura sociale: nuove frontiere di sviluppo a favore della competitività sociale e delle pari opportunità nei territori rurali.

La complessità delle problematiche che attengono all’agricoltura sociale pongono l’esigenza di mettere in campo una più incisiva azione di diffusione della conoscenza, di animazione e di comunicazione verso le aziende agricole e verso quanti sono impegnati a gestire e realizzare gli interventi cofinanziati dai fondi strutturali. Il convegno si propone di illustrare il quadro delle misure dedicate alle possibili integrazioni a favore della multifunzionalità in agricoltura nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, della Programmazione unitaria 2007/2013 e delle leggi regionali di settore. L’incontro ha, inoltre, come finalità l’individuazione delle best practices, (le “migliori pratiche”, ossia gli esempi di esperienze più significative e con l’ottenimento dei migliori risultati) per la realizzazione e la gestione di interventi a favore dell’agricoltura sociale.

Nella nuova fase di programmazione delle politiche comunitarie per lo sviluppo rurale il sostegno all’agricoltura sociale si configura come un’azione importante per raggiungere almeno tre obiettivi di fondo: l’accrescimento della competitività delle aziende agricole, attraverso una diversificazione ulteriore dei servizi erogati; il miglioramento dell’attrattività delle aree rurali, riducendone la marginalizzazione attraverso il rafforzamento delle reti di sviluppo locale; la concretizzazione delle pari opportunità, mediante l’offerta di servizi a favore dell’infanzia e delle persone svantaggiate, a integrazione dei servizi già presenti sul territorio in collaborazione con enti pubblici e operatori del terzo settore.

Per ulteriori informazioni gli interessati possono consultare il sito www.regione.vda.it  oppure rivolgersi all’Ufficio formazione e aggiornamento professionale (tel. 0165.275294) o all’Ufficio programmi multisettoriali (tel. 0165.275257) dell’Assessorato, in località Grande Charrière 66 a Saint-Christophe.


L’agricoltura sociale entra negli istituti penitenziari

“Buonidentro”. L’agricoltura sociale entra negli istituti penitenziari e porta fuori ottimi prodotti.

La presentazione dei “Buonidentro”, i prodotti agricoli e alimentari degli istituti penitenziari, esposti e fatti assaggiare durante la fiera Fa la cosa giusta! rappresenta per Aiab l’avvio di una nuova fase nell’impegno duraturo nel settore dell’agricoltura sociale. Una nuova fase che passa soprattutto per il progetto “Agricoltura sociale e detenzione: un percorso di futuro”, finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e con la collaborazione del Ministero della Giustizia (Dap) e di altri partners, come Alpa, Co.Pa, Garante dei detenuti del Lazio, Inea, Rete Fattorie Sociali, e Uila. Lo scopo del progetto è verificare le potenzialità dell’attività agro-alimentare per persone soggette alla restrizione della libertà, anche al fine di verificare le possibili prospettive professionali utilizzabili a fine pena, soprattutto nel settore della produzione biologica.

Le questioni della sicurezza dei cittadini e del funzionamento della giustizia sono, per una serie di ragioni, tra quelle più sensibili nelle società contemporanee. Analogamente la situazione carceraria costituisce uno dei più scottanti problemi del Paese, sia per quanto riguarda le strutture detentive, che la condizione dei detenuti, tanto che all’ordine del giorno del Parlamento vi sono sia la riforma del Nuovo Codice Penale, che del Nuovo Ordinamento penitenziario, oltre al piano straordinario delle carceri. L’insieme delle questioni richiede politiche di intervento finalizzate a creare condizioni di maggiore sicurezza, fondate sui principi dell’inclusione sociale, del rispetto e della convivenza tra popoli, etnie e religioni diverse, anziché su processi esclusivamente e prevalentemente repressivi. In questo contesto, la creazione di una condizione e di un clima di convivenza civile, tolleranza, rispetto e solidarietà non può essere delegata solo alle forze istituzionali, ma deve vedere il concorso attivo di tutte quelle componenti della società civile che hanno a cuore lo sviluppo della democrazia e della condizione di civiltà del paese.

 Con il progetto“Agricoltura sociale e detenzione: un percorso di futuro”, Aiab si propone di concorrere a creare una prospettiva meno afflittiva per persone soggette a restrizione della libertà, attraverso il lavoro agricolo all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari.